Cos'è il farmaco
Farmaco è qualsiasi sostanza chimica che abbia la capacità o almeno la possibilità di determinare una o più variazioni funzionali se introdotta in un organismo vivente (definizione O.M.S.).
Il farmaco quindi viene assunto per prevenire o curare una malattia o un sintomo.
E' pertanto un bene di indiscutibile utilità in grado di esercitare un ruolo importante nel migliorare lo stato di salute, (vedi riduzione della mortalità causate da malattie infettive, vita qualitativamente migliore, sopravvivenza più lunga) ma la speranza che per ogni situazione patalogica esista un farmaco in grado di curarla si è rivelata illusoria (è il caso delle malattie provocate da fattori ambientali o da traumi).
Il farmaco ha quindi un suo ruolo preciso, estremamente utile purché risponda a tre presupposti:
- che sia efficace
- che sia sufficientemente sicuro
- che venga usato in modo corretto
Quando un farmaco è efficace
Quando è in grado di modificare il normale decorso di una malattia o di ridurre i sintomi.
Quando un farmaco è sicuro
Non esiste un farmaco privo di tossicità. Per usare correttamente un farmaco si deve conoscere il suo indice terapeutico, cioè il rapporto tra i benefici che può fornire e i rischi legati al suo impiego. E' chiaro che il beneficio atteso dalla somministrazione di un farmaco deve essere superiore ai rischi che tale somministrazione può comportare (rapporto favorevole beneficio/rischio).
Prima di entrare in commercio, una sostanza che si è dimostrata attiva in laboratorio deve superare diverse tappe: sperimentazione animale, sperimentazione su volontari sani, sperimentazione clinica sui pazienti.
Lo sviluppo di un nuovo farmaco richiede 5-7 anni di ricerca.
Cosa s'intende per uso corretto del farmaco?
Il farmaco deve essere stato prescritto su risposta a reali necessità e utilizzato secondo modalità che sfruttino al massimo l'efficacia terapeutica e riducano al minimo gli effetti indesiderati. Un uso improprio e non corretto dei farmaci si verifica per:
- la non utilizzazione o l'utilizzazione saltuaria del farmaco prescritto;
- l'interruzione prematura o l'uso troppo protratto;
- la modalità di assunzione sbagliata (in rapporto ai tempi di somministrazionee ai pasti);
- la dose non corretta (eccessiva o insufficiente);
- l'interazione con altri farmaci autoprescritti.
In particolare il rispetto del dosaggio e dell'intervallo tra le somministrazioni sono di fondamentale importanza.
Sospendere l'assunzione di un antibiotico al primo segno di miglioramento è quanto di più scorretto si può fare: lo stesso dicasi se si sospende l'assunzione degli antipertensivi appena si notano valori pressori normali, senza sentire il parere del medico, o se viene bruscamente interrotta, senza consiglio medico, una terapia cortisonica o con antidepressivi.
