Long Covid: come riprendersi da stanchezza e sintomi influenzali

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Approfondimento di SFERA

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3 febbraio 2022

L'esito del tampone è finalmente negativo: sei libera/o...ma che stanchezza!

Sempre più pazienti reduci dalla COVID-19 segnalano infatti dei sintomi residui. Stanchezza e debolezza muscolare sono sicuramente i sintomi più frequenti successivi alla malattia, anche dell'influenza stagionale. Altri pazienti riscontrano disturbi del sonno, ansia e depressione. Nel caso del COVID-19 infatti, il lungo isolamento necessario lascia degli strascichi psicologici e si possono avere anche difficoltà muscolari più importanti.

Dopo la guarigione l’organismo risulta sicuramente molto stanco e povero di energie con dei sintomi che rallentano la ripresa delle attività quotidiane. È chiaro che se durante il decorso della malattia si ha avuto mal di testa, febbre, tosse, naso chiuso, dolori muscolari e spossatezza, a fine malattia il fisico può essere indebolito.

Per questo è importante sapere cosa fare per un rapido recupero nella fase di convalescenza, in modo da riprendere i ritmi della vita di tutti i giorni e del lavoro, senza rischiare una ricaduta. 

La durata della convalescenza non è fissa, ma viene decisa dal nostro livello di salute e dalla gravità della malattia: tanto più l’influenza ci lascerà deboli e spossati, tanto più la convalescenza sarà lunga. 

Come riprendersi piano piano?

Il riposo è il primo rimedio per recuperare le energie. Moderiamo quindi le attività e lo stress, per consentire al sistema immunitario e all’organismo di tornare in forma. Meglio rimanere a casa qualche giorno in più e non fare sforzi inutili!

Guarire in fretta non è la cosa migliore: bisogna lasciare all’organismo i propri tempi (anche dieci giorni o qualche mese nel caso di COVID-19). Tornare al lavoro troppo presto non è una scelta saggia: si rischierebbe una ricaduta e di tornare a diffondere il virus.

Se si osserva che la ripresa è troppo lenta, meglio far riferimento al proprio medico o al proprio farmacista per ricevere dei consigli per una guarigione graduale.

Occorre sicuramente reintegrare i liquidi, le vitamine e i sali minerali, anche con un’alimentazione ricca di frutta e verdura, aiuta a ripristinare le scorte perse con la sudorazione abbondante, che può aver accompagnato la febbre e a favorire una guarigione più rapida. La dieta deve essere sana e bilanciata: nel caso si abbiano avuti sintomi gastrointestinali (diarrea), è meglio consumare cibi leggeri e facili da digerire (carne magra, pesce, pasta, patate, legumi, uova e latticini).

Per la fase di convalescenza del COVID-19 tra i nutrienti da privilegiare vi sono le proteine, gli aminoacidi, e l’esercizio fisico con un’adeguata riabilitazione, per recuperare il tono muscolare e la forza fisica, soprattutto se l’organismo è stato sottoposto a terapia intensiva. Si possono aggiungere anche estratti vegetali con azione antinfiammatoria come artiglio del diavolo, curcuma e boswellia. Il COVID-19, infatti, determina la produzione di elevati livelli di sostanze pro-infiammatorie.

Se è stata somministrata una terapia farmacologica pesante, bisogna pensare anche al fegato: con gli integratori alimentari depurativi a base di cardo mariano, carciofo, curcuma e colina si possono supportare i processi di detossificazione e contribuire al mantenimento della salute di questo organo fondamentale.

Recuperare anche dal punto di vista psicologico.

Ansia, panico, insonnia, depressione. L'isolamento forzato influisce inevitabilmente sulla sfera psichica. Riadattarsi alla normalità dopo un periodo di solitudine non è semplice.

Per questo è importante capire che si sta per vivere un cambiamento, riabituarsi alla quotidianità gradualmente, non aver paura di chiedere un supporto psicologico. Nei casi più gravi è giusto essere seguiti da figure specializzate, in grado di poter fare una diagnosi certa e suggerire una terapia adeguata.

Importante è mantenersi in attività: l'esercizio fisico moderato, una corsa o una passeggiata non lontano da casa contribuiscono a contrastare gli aspetti negativi della chiusura forzata o dell'esperienza diretta vissuta con il Covid-19. 

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